In sintesi
- 🎬 Morbo K
- 📺 Rai 1 HD, ore 21:30
- 📖 Miniserie storico-drammatica ispirata a una storia vera: durante l’occupazione nazista di Roma nel 1943, un medico inventa una malattia inesistente per salvare ebrei e perseguitati, trasformando un reparto ospedaliero in un rifugio segreto. La serie unisce ricostruzione storica, tensione da thriller e un cast giovane e intenso.
Morbo K, Francesco Patierno, Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera e la Roma occupata del 1943 dominano la prima serata di oggi, mercoledì 28 gennaio 2026. Su Rai 1 HD, alle 21:30, arrivano gli attesissimi episodi 3 e 4 della miniserie-evento ispirata alla storia vera del “morbo che salvò vite”. Una proposta potente, emotiva e perfetta per chi vuole una serata di grande televisione storico–drammatica con un taglio moderno e cinematografico.
Morbo K su Rai 1: la storia vera che sembra fiction (ma non lo è)
Questa miniserie da quattro episodi, prodotta da Rai Cinema e diretta da Francesco Patierno, porta sullo schermo un’operazione clandestina che oggi sembra quasi un atto di resistenza nerd ante litteram: usare la scienza come arma narrativa, la medicina come escamotage creativo, la bugia come scudo umano. Nel 1943, mentre il generale Kappler chiude il ghetto e deporta intere famiglie, il professor Matteo Prati isola un reparto dell’ospedale Fatebenefratelli inventando il temuto “Morbo K”. Una malattia inesistente ma descritta come talmente letale e contagiosa da tenere lontani i nazisti.
Negli episodi in onda stasera, la tensione sale in modo quasi da thriller: l’intero piano rischia di crollare quando i nazisti annunciano un’ispezione immediata. Il reparto “infetto” deve trasformarsi in un set teatrale improvvisato, con i rifugiati costretti a inscenare convulsioni, tosse, debolezza estrema. Il soldato nazista entra con la maschera antigas e si trova davanti un quadro spaventoso: è l’arte del bluff che salva vite umane, ed è impossibile non collegarla alla sua matrice reale.
La serie riesce a fare una cosa rara: ricostruire un episodio storico poco conosciuto, ma con il ritmo, la costruzione visiva e l’intensità emotiva delle migliori produzioni internazionali. Il reparto K ricreato al Fatebenefratelli è un microcosmo claustrofobico, studiato con una cura quasi maniacale per fotografia e scenografia. Questo dà alla serie un’identità visiva precisa, riconoscibile, e la separa da altre fiction storiche più convenzionali.
Morbo K – Il cast: un mix perfetto tra volti giovani e interpreti di esperienza
Vincenzo Ferrera dà vita a un Matteo Prati credibile, lontano dai toni agiografici: un medico che sbaglia, sceglie, rischia, mente quando serve. Al suo fianco, Giacomo Giorgio – amato dal pubblico per Mare Fuori – porta una carica emotiva molto forte al personaggio di Pietro Prestifilippo. La sua storia d’amore con Silvia (Dharma Mangia Woods) è un filo rosso che non scivola mai nel melodramma facile, ma resta ancorato alla paura e alla precarietà della guerra.
La famiglia Calò aggiunge tensione emotiva e dimensione corale: la scena del biglietto di evacuazione e il gesto disperato di Ester per salvare il piccolo Marcolino sono tra i momenti più intensi dell’intera miniserie. Un cast di caratteristi solidi completa il quadro, da Antonello Fassari a Flavio Furno, fino ai volti tedeschi scelti per i ruoli nazisti, sempre molto calibrati.
- Punti di forza: ricostruzione storica credibile, ritmo serrato, cast giovane ma maturo.
- Elementi da nerd della storia: la figura di Prati ispirata a Borromeo, il contesto del rastrellamento del 16 ottobre 1943, la paura reale dei nazisti per le malattie contagiose.
Uno degli aspetti più affascinanti per chi ama la storia è proprio la fusione tra realtà e fiction: Prati è un personaggio “ibrido”, costruito partendo dal vero Giovanni Borromeo ma arricchito di elementi narrativi e umani. Questo permette alla serie di essere rigorosa ma non ingessata, emozionante senza essere fictionizzata all’eccesso.
Da un punto di vista culturale, Morbo K lascia un segno perché racconta un tipo di eroismo diverso dal solito: non quello dei soldati, ma quello dei medici; non quello dei muscoli, ma quello dell’ingegno; non quello della forza, ma della finta debolezza. È una serie che parla di coraggio, certo, ma anche di teatro, di psicologia, di messa in scena come arma. E questo la rende profondamente contemporanea, anche se è ambientata nel 1943.
Per chi cerca una serata intensa, storica ma avvincente, curata nei dettagli e con un cast giovane che funziona, Morbo K è la scelta più forte della prima serata di oggi. Una storia vera che sembra scritta da uno sceneggiatore visionario, e invece è accaduta davvero sui corridoi dell’Isola Tiberina. E vale la pena esserci davanti alla TV quando succede.
